La mostra Ossimori nasce dall’esigenza di voler portare la fotografia negli spazi pubblici della città di Roma, concentrandoci su luoghi frequentati quotidianamente dai cittadini quali i mercati rionali del quartiere di Monteverde.

Le foto esposte fanno parte dell’archivio di Arcipelago-19 che da Marzo del 2020 si occupa di documentare e raccogliere testimonianze fotografiche sul nostro Paese durante questo periodo. Il tema proposto vuole indagare sulle contraddizioni che il Covid-19 ha portato nelle nostre vite, mettendo in luce gli effetti positivi e quelli negativi che ha avuto sulla nostra quotidianità, sulla nostra sfera privata, sul lavoro e sul futuro ancora incerto che abbiamo di fronte. Il mercato è un luogo di scambio, di condivisione, in cui le relazioni umane sono rimaste comunque forti, nonostante il lockdown e il distanziamento.

Vorremmo poter valorizzare questo aspetto attraverso un’azione fotografica che permetta un dialogo e uno scambio, e far si che possano innescare e stimolare nuove conversazioni.


GUARIGIONE” (Nicolini)

Nel progetto dedicato ai guariti è stato chiesto ad ogni autore ed autrice di scegliere il proprio soggetto in modo che tra fotografo e guarito si creasse un rapporto unico, intimo e attento ai dettagli con la convinzione che la fotografia possa avere un ruolo attivo nel restituire il lato umano della pandemia e che, attraverso il ritratto, si possano raccontare i significati che la malattia ha avuto nella vita di chi è guarito e di chi ce l’ha fatta, magari perdendo qualcuno lungo la strada


“RINASCITA” (De Calvi) “SOSPENSIONE” (San Giovanni di Dio)

Durante questa fase non conclusa si è detto spesso “da qui cambierà molto” ma le numerose ingiustizie e fatti di cronaca di questi mesi raccontano una tensione crescente tra la società, una violenza pervasiva e di difficile soluzione dove l’economia e l’esclusione restano gravi problemi sociali. La nostra presenza sulla terra, il tipo di relazione che intratteniamo con essa, con gli aspetti meno nobili del commercio, della produzione e delle relazioni hanno conseguenze di cui ora vediamo le criticità. Molti autori affrontano da qui il ritrovato rapporto con la natura, la stessa che ha creato il virus, che oggi si riscopre unica soluzione a uno stile di vita troppo violento ed escludente e che racconta secoli di un comportamento che ha portato gli esseri umani a una continua sfida con essa. Molti altri hanno rappresentato questo passaggio e il tentativo di reagire con nuove forme di lavoro e di socialità: una documentazione di cui capiremo il valore negli anni futuri, come sempre è accaduto nei grandi passaggi storici della nostra esistenza.


“SOSPENSIONE” (San Giovanni di Dio)

Durante questa fase non conclusa si è detto spesso “da qui cambierà molto” ma le numerose ingiustizie e fatti di cronaca di questi mesi raccontano una tensione crescente tra la società, una violenza pervasiva e di difficile soluzione dove l’economia e l’esclusione restano gravi problemi sociali. La nostra presenza sulla terra, il tipo di relazione che intratteniamo con essa, con gli aspetti meno nobili del commercio, della produzione e delle relazioni hanno conseguenze di cui ora vediamo le criticità. Molti autori affrontano da qui il ritrovato rapporto con la natura, la stessa che ha creato il virus, che oggi si riscopre unica soluzione a uno stile di vita troppo violento ed escludente e che racconta secoli di un comportamento che ha portato gli esseri umani a una continua sfida con essa. Molti altri hanno rappresentato questo passaggio e il tentativo di reagire con nuove forme di lavoro e di socialità: una documentazione di cui capiremo il valore negli anni futuri, come sempre è accaduto nei grandi passaggi storici della nostra esistenza.