LE PERSONE DIETRO I NUMERI

Dal 9 al 30 ottobre a Manziana (RM)

Piazza T. Tittoni, Largo G. Fara, piazza Vincenzo Parisi, Piazza Antonio Valentini, ingresso principale del bosco Macchia grande.

L’installazione fotografica ‘Le persone dietro i numeri’ nasce da un incontro, quello tra la fotografa manzianese Sara Nicomedi  e la concittadina Sara Frignani, colpita duramente dal Covid nel marzo del 2020. La fotografa ha ritratto Sara per la serie fotografica “Guariti”, uno dei progetti che porta avanti Arcipelago-19, una rete di fotografi professionisti che si occupa di testimoniare gli effetti della pandemia in Italia. 

Da questo incontro e momento di condivisione è nato il desiderio di organizzare questa installazione e di dare così la possibilità ad altri guariti di Manziana di condividere la loro esperienza. 

Le fotografie esposte sono di Sara Nicomedi, Ilaria Di Biagio, Federico Perruolo e Valerio Muscella.

“Il covid non è solo mio, ma è anche di chi non lo ha avuto.” Lo dice Giovanni, che è stato un “positivo”, un “numero”, poi guarito, che ha deciso di farsi fotografare e di raccontare la sua storia. Questa installazione fotografica è prima di tutto dedicata a loro, a chi si è ammalato in questo anno e mezzo e ha sentito l’esigenza di condividere questa esperienza con gli altri.

“Le persone dietro i numeri”, però, ha anche l’intenzione di coinvolgere  tutti perché, appunto, il covid, e tutto ciò che ha provocato, si è insinuato in tutte le case, nei negozi, in ogni museo, in tutte le scuole e ospedali, nei mezzi pubblici e negli stati d’animo di ognuno di noi, in tutto il mondo.

Molte delle frasi sui manifesti affissi a Manziana, estratte dalle interviste fatte ai guariti, sono infatti generiche, con l’intenzione di voler rendere tutti partecipi. In quanti hanno sentito la mancanza dei propri cari, desiderato l’abbraccio di un fratello, sentito il bisogno di riconnettersi con la natura, approfondito su certi valori? Il covid, la malattia e la guarigione diventano uno spunto per riflettere su quello che abbiamo passato e che ancora stiamo attraversando; ogni persona raccontata in questa mostra porta con sé una storia, unica e universale allo stesso tempo. Sono le persone ad essere in primo piano: con le loro paure, i loro desideri, le loro debolezze, le sconfitte subite e gli insegnamenti ricevuti. È per questo che non troverete solo delle fotografie ma anche frammenti delle loro vite, nel momento dell’isolamento e della malattia, che hanno scelto di condividere con noi.

Sono loro a parlare, qualcuno ne aveva bisogno più di altri; c’è chi ha pianto nello svelare la propria paura di morire, chi si è divertito a raccontare aneddoti buffi sul periodo di isolamento. Avevamo bisogno di tutto ciò: ascoltare le storie di ognuno, avere quei volti davanti, riportare l’attenzione sugli esseri umani.

Non è un caso se un piccolo paese di provincia, sconosciuto a molti, faccia da cornice a questi ritratti, a queste mani intrecciate e a questi abbracci. Manziana diventa per l’occasione tutti i paesi e tutte le città, perché i numeri si trovano ovunque, ma dietro ad ogni numero ci sono le persone.